EMPORIO

Sulle “tracce” di Van Gogh
Le opere di Edoardo Pazzini, Umberto Folli e Giulio Turci

[…]Anche Renzo Vespignani (Roma 1924-2001), frequentatore nel dopoguerra del cenacolo culturale clementino e autore di opere che denunciano il disagio esistenziale e sociale, disegna e incide una serie di aringhe solitarie, magre e molto essenziali.
Ad esse si ispira l’amico Giulio Turci (Santarcangelo 1917-1978) sfruttando quelle componenti di colore e tonalità che personalizzano la sua pittura degli anni Sessanta. Le aringhe ricorreranno altre volte in alcune sue grandi composizioni surreali.
S.S.
(da Corriere Romagna, Cultura e Spettacoli dell’11 aprile 2016)